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Pomezia

Il nome Pomezia deriva dal toponimo di un'antica città volsca e latina, Suessa Pometia, la cui posizione non è mai stata individuata. Il nome potrebbe anche riferirsi alla "città dei pomi" (frutti) e riconnesso all'immagine della dea romana Pomona, presente anche nello stemma del comune.

I colori dello stemma, rosso e blu, riprendono il colore della terra su cui sorge (soprattutto tufo) e il colore del mare su cui si affaccia.

Un decreto dell'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito al comune il 31 gennaio 2005 il titolo di città.

Il comune di Pomezia è inserito nell'Agro Romano e si estende a sud di Roma, con ai lati la veduta dei Castelli romani e del Mar Tirreno, confinando per un largo tratto con la magnifica tenuta presidenziale di Castel Porziano.
Sono rimaste poche vestigia del vecchio territorio di Pomezia originariamente composto da vaste zone boschive (sugheri, olmi e querce), dune con vegetazione mediterranea (ginestre, pungi-topo, rovi di more e fitta vegetazione di erbe) e zone paludose; tra quanto rimasto si segnalano la zona costiera delle dune tra Torvaianica e Villaggio Tognazzi e il bosco della sughereta vicino a Pomezia.
Le cause di questo cambiamento sono riconducibili essenzialmente all'opera di bonifica d'epoca fascista (per ciò che attiene alle zone paludose ed agricole), e una forte industrializzazione del territorio prolungatasi fino agli anni '90 grazie ai fondi per la Cassa del Mezzogiorno, nonché alla speculazione edilizia che ha devastato uno dei più bei litorali della provincia romana.

La storia

Pomezia nasce a seguito della bonifica della palude pontina, voluta dal governo fascista di Benito Mussolini con la legge di bonifica integrale del 1928, come allo stesso modo nascono le città di Littoria (in seguito ribattezzata Latina), Sabaudia, Pontinia ed Aprilia e svariati altri centri rurali minori comunemente appellati "borghi".

Il primo nome previsto per la città era Ausonia, ma prima dell'inizio dei lavori fu mutato in Pomezia. Il piano urbanistico si deve agli architetti Petrucci, Tufaroli, Paolini e Silenzi, vincitori - non senza difficoltà - del concorso bandito dall'ONC il 1 ottobre 1937.

La prima pietra della nuova città fu posta da Mussolini il 25 aprile 1938, e la città venne inaugurata il 29 ottobre 1939.

Pomezia inizialmente fu popolata a seguito dell'immigrazione di povere famiglie contadine (le prime 40 famiglie coloniche arrivarono dalla Romagna nel giugno del 1939, mentre un secondo gruppo arrivò nell'ottobre dello stesso anno) provenienti per la maggior parte dal Veneto, dal Friuli e dalla Romagna, cui l'Opera Nazionale Combattenti assegnava i poderi appena realizzati (composti da casolare e un appezzamento di terreno).

Il territorio di Pomezia subì pesantemente gil avvenimenti bellici legati alla seconda guerra mondiale, soprattutto nel periodo tra lo sbarco alleato ad Anzio (22 gennaio 1944) e la liberazione di Roma dall'occupazione nazista del successivo 4 giugno. Durante questi quattro mesi molti furono i bombardamenti effettuati dagli alleati, che tra l'altro misero fuori uso l'aeroporto di Pratica di Mare e distrussero la Torre del Vajanico, e molte furono le mine che i tedeschi ritirandosi lasciarono lungo il litorale pometino e romano.

Le prime elezioni libere per nominare il sindaco del comune che comprendeva anche il territorio di Ardea si tennero nell'aprile del 1946.

L'11 aprile del 1953 sulla spiaggia di Torvaianica fu ritrovato il corpo senza vita di Wilma Montesi; la vicenda, il così detto caso Montesi ebbe vasta eco a livello nazionale, avendo come effetto collaterale la scoperta di un, allora, bellissimo litorale che divenne meta preferita della Roma bene, prima di subire lo scempio dell'edificazione selvaggia ed abusiva.

Inizialmente progettata come centro principale di una zona a vocazione agricola, nel dopoguerra Pomezia ha cambiato la sua storia diventando un'importante centro industriale del Lazio, in virtù della sua vicinanza con Roma e dell'inclusione del suo territorio tra le zone beneficiarie delle politiche di sviluppo economico dell'ente Cassa per il Mezzogiorno. Pomezia fu inclusa nel territorio della Cassa nel 1955 in virtù del provvedimento Cervone-Villa.

L'ingresso della città fu determinante per il suo sviluppo; infatti se il censimento del 1951 contava 6.005 abitanti e 47 attività locali con 104 addetti, quello del 1991 (gli aiuti della Cassa per il Mezzogiorno erano terminati l'anno prima) contò 37.3512 abitanti, con 537 attività per 18.943 addetti. [1]

Il 6 maggio 1970, con una legge dello stato, Ardea si staccò da Pomezia, per formare un comune autonomo.

A partire dalla fine degli anni '80 la zona di Pomezia è stata interessata da un drammatico processo di deindustrializzazione (causato anche dall'abolizione della Cassa per il Mezzogiorno), che ha portato alla chiusura di numerose piccole e medie imprese, e di alcune grandi (p.es. la FEAL). Alcune grandi imprese, anche se non hanno abbandonato il territorio, hanno gradualmente ridimensionato la propria presenza.

La crisi economica che ha colpito le industrie pometine, è stata compensata dallo sviluppo dell'economia legata al terziario e al commercio, che ha permesso alla città di consolidare la sua importanza economica in ambito regionale.

A questi fenomeni economici, si è aggiunto quello dell'arrivo nel territorio pometino di nuclei familiari provenienti da Roma, costituiti soprattutto giovani coppie, anche a causa del forte incremento dei prezzi nel settore immobiliare romano. Questo fenomeno ha creato forti fenomeni di pendolarismo, aggravando una serie di problemi infrastrutturali legati all'insufficiente rete di trasporto.

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Esso utilizza materiale tratto dalla voce di Wikipedia: "Pomezia".


 29 ottobre 1939: Inaugurazione di Pomezia