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AttacPomezia
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Inviato il - 11/11/2009 alle ore 12:40:03
Ciao a tutti,
visto il tentativo (per altro bipartisan) di privatizzazione dei beni comuni e sociali portato avanti con forza in questi ultimi tempi, abbiamo creato oggi una petizione popolare on-line per chiedere al consiglio comunale di Pomezia venga inserito nello statuto del comune il diritto all'acqua come bene comune e diritto universale dell'umanità e di affermare che il servizio idrico integrato è un servizio privo di rilevanza economica e quindi da gestirsi attraverso un Ente di diritto pubblico.
La petizione si può firmare al seguente indirizzo, cosa che vi invitiamo a fare: http://www.firmiamo.it/pomeziaacquapubblica
In più all'incontro del 18 novembre di cui accennavamo in un altro post presenteremo in maniera ufficiale la petizione, tentando anche di allargare ad altri (cittadini o associazioni che siano) questa lotta che stiamo lanciando.
Speriamo che vogliate firmare e partecipare.
Altre informazioni sul nostro sito: http://attacpomezia.wordpress.com o su quello del forum italiano movimenti per l'acqua: www.acquabenecomune.org

Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro

lucy
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Inviato il  11/11/2009 alle ore 14:38:02
Io non sono contraria alla privatizzazione. Si deve tutelare meglio il diritto dei cittadini, questo si, affinche non ci sia il libero arbitrio di gestire totalmente a scopo di lucro un bene prezioso come l'acqua. Forse il decreto andrebbe corretto e l'opposizione potrebbe proporre delle revisioni all'emendamento.
L'acqua è già in mano ad aziende municipalizzate o miste e da quanto appare nel decreto tutte queste attuali "cessioni" scadranno con l'entrata in vigore del decreto. In pratica si dovranno rifare tutte le gare di appalto e rivedere le attuali condizioni. Il Comune generalmente deve tutelare al meglio i cittadini e in sede di redazione della convenzione dovrebbe inserire delle clausole che garantiscano i diritti di ognuno. Non penso sia possibile evitare questa fase, sono pochi i comuni che hanno aderito a questa iniziativa e da quello che ho visto mi sembra solo due nel lazio (correggimi se sbaglio).
La cosa che mi fa pensare è come poter affermare che l'acqua è un servizio privo di rilevanza economica. Per fare le adduzioni idriche ci vogliono i soldi non le chiacchiere. Perchè per esempio sia nel comune di Pomezia che in quello di Ardea ci sono zone che non hanno ancora l'acqua potabile? Un motivo ci sarà.. io penso che dipende da tanti fattori economici. Perdonami attac, tu che sei erudito più di me mi illumineresti meglio? Sempre se ne hai voglia. Grazie....
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torvaianica.tk
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Torvaianica Alta
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Inviato il  11/11/2009 alle ore 16:36:01
Lucy, su questo non sono d'accordo l'acqua è un bene pubblico e come tale deve rimanere... spesso, per non dire sempre, le opere pubbliche tra cui l'impianto di conduttura idrica o quant'altro sono sostenute per la quasi totalità con finanziamenti pubblici, un pò come come la storia delle autostrade... noi con i nostri soldi le costruiamo ed il privato ne beneficia aggggratis, come dire il cittadino poco informato non se ne accorge ma... è spesso e costantemente "cornuto e mazziato"!!

Un saluto da
torvaianica.tk - torvaianicalta.tk.
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AttacPomezia
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79 Posts

Inviato il  11/11/2009 alle ore 16:53:01
La cosa essenziale da non far passare nel modo più assoluto la credenza che è impossibile evitare questa fase. Anche perché per esempio la Puglia sta tornando ad una gestione pubblica del servizio idrico, così come per esempio ha fatto Parigi che ha tolto la gestione recentemente a Veolia e Suez (le due più grandi multinazionali dell'acqua al mondo). Altro esempio, l'Olanda, ha una legge che proibisce la privatizzazione dell'acqua. Quindi questa è una deriva tutta italiana che si può fermare.
Altra cosa importante, quando si parla di acqua come servizio privo di rilevanza economica si pensa al fatto che, vista la natura dell'acqua come bene essenziale alla stessa vita dell'uomo, non si può preiscindere dal fornire a tutti questo servizio, a far si che sia e resti un servizi universale, come la sanità e l'istruzione. E l'unico modo perché tutti ne abbiano accesso è quello di lasciarlo in mano al pubblico che ne garantisca l'effettivo accesso a preiscindere da situazioni di reddito e anche di ubicazione geografica. Il privato e in particolare le società per azione (che secondo la definizione che ne da il codice civile sono strumenti orientati al profitto) darebbero un servizio a chi non ha i soldi per pagarlo? Immagino di no. E immagino che se succedesse una cosa di questo tipo gli enti locali magari proverebbero a metterci una pezza attraverso qualche contributo economico ai cittadini che non riescono a pagarlo. Ma allora perché non mantenere la gestione del servizio, finanziando attraverso le tariffe e la fiscalità generale gli interventi di manutenzione/costruzione di infrastrutture e - come prevedeva la legge di iniziativa popolare sull'acqua su cui raccogliemmo 400mila firme - garantire una dose minima vitale di 50 litri al giorno gratuitamente?
Altra cosa importante sono proprio gli interventi di costruzione di infrastrutture. Se te fossi una amministratrice delegata di una società per azioni e io, ente locale che metto a gara un servizio pubblico locale, ti dicessi che devi fare investimenti in infrastrutture che costano 100 e da cui ricaverai 50, cosa faresti?
Il segreto delle privatizzazioni sta proprio nel fatto che il pubblico non chiede troppo e il privato quindi, interessato ai profitti, investe. Un esempio sull'acqua anche riferito a quanto dicevi te sul fatto che a Pomezia mancano i servizi idrici in alcune zone. Il Comune, in quanto ente pubblico, è obbligato e interessato a portare i servizi a tutti i cittadini. E' il suo ruolo. Però te pensa ad un privato che deve costruire chilometri di acquedotti per portare l'acqua potabile a frazioni dove magari vivono 300 persone. Questa cosa configura quanto dicevo prima, spese enormi di fronte a profitti inesistenti. Chi lo farebbe? Sarebbe come aprire un ristorante sul cucuzzolo di una montagna dove vivono 10 persone e il paese più vicino è a 40km. Io personalmente mi terrei i soldi e investirei altrove, non so te?!
Pensa anche solo a quanto è successo ultimamente con alitalia. Lo stato ha scorporato in due la compagnia. La bad company con le perdite è rimasta allo stato. La compagnia in salute è invece andata alla cordata di privati. O ancora le ferrovie. Trenitalia (altra società per azioni) ha investito sulla tratta più conveniente, la Milano-Roma-Napoli. Stessa tratta sulla quale dovrebbe sorgere una nuova compagnia Montezemolo-Della Valle. Ma guarda un pò cosa accade alle linee ferroviarie del sud italia che non sono per nulla redditizie. Abbandonate a loro stesse. Trenitalia, società votata al profitto, costruirà mai una linea di alta velocità tra Reggio Calabria e Salerno sapendo che il traffico passeggeri è minimo e che ci vorranno almeno 50 anni prima di andare in pareggio e quindi cominciare a guadagnarci qualcosa (posto che per guadagnarci andranno ridotte le spese di personale, con licenziamenti o contratti semi-schiavisti)?
Insomma, chiunque ha detto che basta un controllo maggiore sul privato o una stretta sui contratti per far andare bene le cose si è poi sempre dovuto rimangiare le sue idee.
Poi per esempio c'è il fatto che le società per azioni (anche a totale capitale pubblico) sfuggono ad ogni controllo democratico. Non si può accedere agli atti. Le decisioni passando tutte nei consigli di amministrazione, quindi il consiglio comunale, unico organo dell'ente locale legittimato dai cittadini ad assumere decisioni che riguardano la città rimane all'oscuro di tutto. Il Sindaco stesso, quando è all'interno dei cda non ha vincolo di mandato, perché lui in quel caso è lì non come rappresentante dei cittadini e dell'ente locale, ma per fare gli interessi della società allo scopo di produrre più utili possibili a fine anno da dividere poi tra gli azionisti. Insomma, secondo noi basterebbe anche solo questo per combattere le privatizzazioni.
O ancora, pensiamo ai rifiuti anch'essi rientranti nell'art. 15. Se tu fossi una società per azioni su cosa investiresti? Sulla raccolta differenziata che dopo un pò fa calare i tuoi profitti o su discariche e inceneritori che invece ti assicurano anni di lauti guadagni (gli inceneritori anche grazie ai cip6)? Io personalmente sugli inceneritori tutta la vita.
Anche qui rientra poi il discorso di prima, cioè che se dici al privato di investire su quello che gli fa guadagnare di meno, vediamo cosa ti risponde.
Insomma, questi sono solo alcuni degli infiniti punti per cui siamo contro la privatizzazione dell'acqua (come degli altri servizi pubblici locali, infatti abbiamo fatto una petizione anche per la pomezia servizi spa).
Però se puoi ti invitiamo davvero a partecipare all'incontro del 18. Lì si discuterà in maniera più compiuta di tutto. E tra l'altro abbiamo invitato apposta un membro del comitato di frosinone e uno di aprilia perché entrambi hanno molto da raccontare sulle loro esperienze.
Speriamo di essere stati chiari. Per qualsiasi cosa comunque non esitare a scriverci. E se vuoi possiamo anche parlarne magari durante una delle nostre riunioni.
A mercoledì, speriamo.

Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro.
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lucy
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Inviato il  11/11/2009 alle ore 16:55:23
Ma rimangono aperte le mie domande: come mai se l'acqua è un servizio pubblico e privo di rilevanza economica molte zone, ancora oggi sia nel comune di Pomezia e di Ardea, ne restano sprovviste? Attualmente le utenze sono gestite da società municipalizzate?



.

Edited by - lucy on 11/11/2009 17:07:12
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AttacPomezia
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Inviato il  11/11/2009 alle ore 17:22:23
Questa tua domanda ci da l'opportunità di parlare di una cosa che effettivamente è folle. Una delle battaglie che si fa sull'acqua (essendo un bene finito) è quella per ridurre i consumi. Il problema è che non è così facile poiché la bolletta, a parte per chi abita in villa, per tutti gli altri arriva al solo amministratore di condominio essendo cumulativa di tutte le utenze. Ciò significa che non si paga la bolletta dell'acqua come avviene per gas o corrente, ma che la si paga nelle rate del condominio. Il solo amministratore sa quanto in effetti si spende d'acqua. Ma anche lì si parla di calcoli cumulativi.
Diciamo questo per evidenziare il fatto che, molto probabilmente, te vivi in condominio, altrimenti se ti arrivasse la bolletta a casa avresti saputo sicuramente che oggi l'acqua a Pomezia è gestita da Edison. Tra l'altro e spiegheremo tutto meglio il 18 anche su questo, Pomezia è nel bel mezzo di una follia. Nel senso che anche Pomezia ha firmato la convenzione che la lega ad Acea Ato2, però abbiamo ancora edison poiché è una gestione tutelata (ovvero c'era già da prima e non gli si può dire grazie e arrivederci prima che scada il contratto, anche se l'art. 15 sembra aver chiarito che questa gestione decadrà nel 2011). Quindi Edison compra l'acqua da Acea che è la società che gestisce le fonti che ci riforniscono di acqua. Insomma, un discorso complesso.
Tutto ciò fa si anche che, e qui ci riagganciamo a quanto diceva torvaianica.tk, edison riscuota i soldi delle bollette e il comune di pomezia comunque, tenendo fede al suo ruolo di ente pubblico che deve fare il bene di tutti i cittadini, debba investire (senza incassare) per portare i servizi idrici a tutti coloro che non ce l'hanno (pensiamo ad esempio a Santa Palomba). Una follia tutta nostra.

Una precisazione che forse non è necessaria ma che ci teniamo a fare riguarda poi le municipalizzate. Noi è da tempo che mettiamo in guardia contro l'uso distorto che si fa di questa parola. Oltre a questa battaglia sull'acqua ne abbiamo lanciata un'altra per la ripubblicizzazione della pomezia servizi spa. In molti pensano che questa, poiché è 100% capitale del comune sia già una municipalizzata, o quanto meno non ne vedono la differenza. In realtà questa è una società privata a tutti gli effetti e quindi risponde alle logiche che spiegavamo nella precedente risposta: atti non accessibili, Sindaco senza vincolo di mandato, assunzioni fatte con criteri privatistici e quindi senza necessità di bandi pubblici, ecc.
La distinzione è fondamentale ed è ritornata prepotentemente anche in questi giorni proprio in riferimento alla puglia. Di fatto si sono impegnati a ripubblicizzare l'acquedotto pugliese spa che è una società per azioni (quindi privata) a 100% di capitale pubblico. Quindi rimane invariato il capitale, ma tutto il resto cambia radicalmente e profondamente.

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torvaianica.tk
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Torvaianica Alta
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Inviato il  11/11/2009 alle ore 19:58:06
Lucy... devi aspettare il 2012!!

Un saluto da
torvaianica.tk - torvaianicalta.tk.
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lucy
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Inviato il  11/11/2009 alle ore 21:27:52
quote:
Originally posted by AttacPomezia Quindi Edison compra l'acqua da Acea che è la società che gestisce le fonti che ci riforniscono di acqua. Insomma, un discorso complesso".

E' proprio questo discorso complesso che si dovrebbe districare... attualmente chi è che si dovrebbe occupare della gestione delle reti idriche? chi controlla le perdite di acqua e le ripara: le società che gestiscono il servizio.
quote:
Originally posted by AttacPomezia " Tutto ciò fa si anche che, e qui ci riagganciamo a quanto diceva torvaianica.tk, edison riscuota i soldi delle bollette e il comune di pomezia comunque, tenendo fede al suo ruolo di ente pubblico che deve fare il bene di tutti i cittadini, debba investire (senza incassare) per portare i servizi idrici a tutti coloro che non ce l'hanno-

l’art 1 della legge 241/68 recita: “sono a carico dello Stato tutte le opere di urbanizzazione primaria e secondaria”.
La costruzione della rete è normale che sia a carico dell'amministrazione perchè ricevono i denari pubblici affinchè effettuino tali opere si chiamano oneri concessori e si pagano ogni volta che si ottiene la licenza a costruire: è un diritto di ogni cittadino, e non c'è statuto che tenga, si pagano le tasse per questo.
L'acqua la paghiamo a mc, secondo di quanto la utilizziamo, e non sono comprese le opere di costruzione (non è come l'energia che paghiamo il famoso cip) al massimo nella bolletta si paga il servizio di depurazione e non scordiamoci anche di questo.
L'acqua è sicuramente un bene prezioso e pagandola si comprende ancora di più il valore. Molti la sprecano (dipende molto dall'educazione) e mi fermo qui per non dare OT.
Per cui non vedo al momento un conflitto di interessi, ma forse una scissione delle responsabilità. Il comune deve costruire le opere primarie e poi cedere gli impianti a coloro che devono fornire l'acqua e curarne la manutenzione. Inoltre devono in molti casi occuparsi della depurazione delle pubbliche fognature.
Attac il problema sta solo nelle tariffe. Credimi.

Torva aspetto il 2012?
.

Edited by - lucy on 11/11/2009 22:05:40
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Gianni S.
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Inviato il  11/11/2009 alle ore 22:11:04
Firmato

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AttacPomezia
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Inviato il  11/11/2009 alle ore 23:14:35
In realtà non è proprio così perché per esempio Acea alla conferenza dei sindaci presenta un piano degli investimenti che prevede interventi sulle infrastrutture.
Ti cito testualmente un documento che edison ha mandato al comune più di un anno fa chiedendo un adeguamento delle tariffe e affermando di essere pronta anche a lasciare subito la gestione perché l'acqua non è più il suo core business. Nella lettera si dice: "l'ultima revisione delle tariffe è relativa all'anno 2002, mentre la continua espansione sul territorio, a cui è associato l'ampliamentp della rete idrica, ha visto impegnata la ns. società in investimenti che, per il periodo 2004-2007, hanno comportato esborsi per circa 2,7 milioni di euro che non hanno trovato riscontro nell'adeguamento di tariffa...".
Questo per dirti che il privato negli anni che gestisce il servizio idrico integrato è tenuto a svolgere lavori di manutenzione delle reti e di ampliamento la dove ce ne fosse bisogno.

E poi se gli investimenti fossero tutti e solo del pubblico, allora perché affidare il servizio idrico integrato ad un privato? Solitamente la scusa che si nasconde dietro le privatizzazioni (oltre alla maggiore efficienza in confronto al pubblico, che però nessuno è riuscito a dimostrare carte alla mano) sta nel fatto che i privati garantiscono un innesco di capitali che permettono il miglioramento delle infrastrutture e quindi dei servizi. Caduta questa parte cadrebbe anche uno dei motivi che va per la maggiore.
In effetti la privatizzazione dell'acqua (e di altri bene) serve solo a garantire un mercato sempre florido. Se ci si pensa bene quali altri beni devono essere consumati per forza. Nei momenti di crisi come questi, si può rinunciare ad andare a cena fuori, si può rinunciare a cambiare macchina o telefonino (con evidenti mancati profitti per chi produce e fornisce questi beni), ma si può rinunciare all'acqua, o è possibile non produrre rifiuti?
Le privatizzazioni sono dettate solo da questo e le presunte idee di maggiore efficienza o altro sono solo menzogne fatte per convincere le persone della necessità di queste politiche.
I privati sono tenuti ad investimenti, ma poi spesso succede che non si fanno, mentre sono puntuali a riscuotere le bollette.
Il problema, per esempio a Frosinone, a quanto pare era proprio questo. Ma poi all'incontro sarà spiegato meglio dal membro del comitato provinciale di Frosinone.

Insomma, il servizio idrico integrato va gestito dall'inizio alla fine dall'ente locale (ovviamente attraverso consorzi perché la dimensione deve essere per forza sovraterritoriale) attraverso la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori. Enti locali che attraverso la tariffazione devono migliorare le infrastrutture.

Comunque, ti lasciamo questi filmati. Marco Bersani di Attac Italia parla di acqua e spiega benissimo alcuni temi.
http://www.youtube.com/watch?v=XSCjsuLCxUM
http://www.youtube.com/watch?v=ik3BfyPfiQU&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=fSOl0KjbfE8&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=PI2plZuHIFg&feature=related

Nei video fa rifermiento ad una remunerazione del capitale investito. In effetti la legge Galli n. 36/1994 (la legge di sistema sull'acqua) dice che la tariffa "è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entità dei costi di gestione delle opere, dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito". Insomma, per legge c'è la necessità di aumentare la tariffa (o tagliare servizi o investimenti o costo del lavoro) perché il privato abbia il profitto che gli spetta.
Comunque, ti lasciamo ai video.

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AttacPomezia
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Inviato il  11/11/2009 alle ore 23:18:47
Scusaci Gianni S., ma hai firmato la petizione? No perché la firma non appare. Ti chiediamo di riprovare perché nel caso potrebbe esserci qualche problema alla piattaforma. Ci fai sapere qui quando riprovi?!
Grazie mille.

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Gianni S.
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Pomezia Centro
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Inviato il  11/11/2009 alle ore 23:29:57
Ops non avevo confermato il messaggio in email, ora è visibile, tutto rego

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torvaianica.tk
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Torvaianica Alta
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Inviato il  11/11/2009 alle ore 23:31:17
Il 2012 per il passaggio delle consegne da Edison ad ATO 2... il contratto come specifica anche attacpomezia mi sembra che scada nel 2011!!

Un saluto da
torvaianica.tk - torvaianicalta.tk.

Edited by - torvaianica.tk on 11/11/2009 23:34:08
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AttacPomezia
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Inviato il  12/11/2009 alle ore 09:30:50
In realtà non vorrei sbagliarmi ma mi sembra che la gestione tutelata scada addirittura nel 2018 e che dovrebbe essere l'art. 15 in discussione in questi giorni a far decadere questo affidamento al 31 dicembre 2011. Comunque se avete pazienza abbiamo i documenti in sede e quindi potrò essere più preciso nel pomeriggio.


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lucy
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Inviato il  12/11/2009 alle ore 10:58:01
Io rispetto le vostre idee ma rimango della mia.
Attac nelle tue parole di risposta ho trovato invece conferme per come la penso io: Se una società privata non ha trovato un largo margine di utile stando al fatto che ha dovuto effettuare interventi per cifre superiori a quelle incassate, pensiamo invece che se la gestice un ente pubblico ci guadagna? oppure evita di aumentare le tariffe solo perchè è un'ente pubblico? che garanzie offrirebbe in più verso i contribuenti?
Ma poi che vogliamo fare scusate: cioè io d'improvviso non posso diventare muratore se ho sempre fatto l'impiegata.
Creare delle strutture adeguate costa denaro ed è proprio come dici tu i CAPITALI DI INVESTIMENTO che mancano; Ma se si sta sempre in rosso, ma come si pretende di gestire un settore del genere?

Incassare i tributi dei rifiuti è senza ombra di dubbio qualcosa che un'amministrazione DEVE fare, ma arrivare a gestire il servizio idrico la vedo ardua, praticamente UTOPIA.

Comunque gli oneri concessori che vengono pagati da noi contribuenti (su ogni licenza a costruire) servono per i servizi primari e la legge che ho citato parla chiaro. Altrimenti non sarebbero dovuti.

Le opere di costruzione della rete idrica sono a carico dell'Ente ed è stato legiferato nel lontano 1968 (quindi non centra niente l'attuale governo)e si differiscono dagli interventi di manutenzione a carico del gestore del servizio idrico che deve provvedere in misura specifica a mantenerli efficienti.

Quando si fanno le gare di appalto chi da le regole che naturalmente devono essere favorevoli e tutelate con le dovute garanzie è l'amministrazione che dovrebbe svolgere poi una cosa semplicissima CONTROLLARE. Se non riescono a fare questo pensate che possa riuscire a gestire tutto e con successo?

Quote attac - Insomma, il servizio idrico integrato va gestito dall'inizio alla fine dall'ente locale (ovviamente attraverso consorzi perché la dimensione deve essere per forza sovraterritoriale) attraverso la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori. Enti locali che attraverso la tariffazione devono migliorare le infrastrutture.- Quote attac

In pratica un'altra situazione mangia denari e chi controllerebbe i consorzi (poi bisogna vedere tanti altri risvolti: chi nomina i presidenti dei consorzi? chi è responsabile del personale assunto? etcc.)
.

Edited by - lucy on 12/11/2009 11:21:07
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AttacPomezia
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Inviato il  12/11/2009 alle ore 11:20:53
Credo che sia un discorso troppo complesso da fare in questo modo. Quindi se puoi ti invito all'incontro in modo da poter discuterne meglio e in maniera più approfondita.
L'unica cosa, magari il pubblico aumenterebbe comunque le tariffe, ma resta il fatto che nel calcolo di queste non sarebbe prevista la remunerazione del capitale investito. Quindi aumenterebbero sicuramente di meno.
Un esempio paradigmatico. A Firenze la società privata che gestisce l'acqua ha fatto una forte campagna di riduzione del consumo. Talmente forte che è davvero diminuito. Dopo qualche tempo i cittadini si sono visti recapitare a casa delle lettere dove si diceva che, visto che i consumi erano diminuiti, aumentano le tariffe.
L'acqua come tutti i servizi la cittadino (sanità e istruzione) è un servizio destinato ad essere in perdita o comunque un servizio destinato a non essere strumento di guadagno (cosa che diventerebbe in mano al privato). Lo stato funziona così del resto. Prende i soldi dalle tasse e tramite quei soldi offre servizi.
Del resto è come il comune. Sarebbe stupido pretendere che dai servizi sociali, per esempio, si possa guadagnare. I servizi sociali sono un servizio in perdita e meno male che sono così. Le entrate sono altrove.
Poi, io ti ho fatto l'esempio di Edison per dire che il privato ha compiti di fare investimenti (che molte volte non fa). Prima di dire però che Edison ha ragione a chiedere gli aumenti bisognerebbe vedere i bilanci. Bisognerebbe infatti capire se gli aumenti sono chiesti per mantenere margini di guadagno, che ripeto, l'acqua come diritto necessario alla vita stessa non dovrebbe garantire in nessun modo. In più nella lettera si giustifica questa richiesta di aumenti anche per il fatto che Acea da cui Edison compra l'acqua aggiorna ogni anno le tariffe (al rialzo) e quindi ci sono due margini di profitto da garantire ai privati (per legge), quello di Acea e quello di Edison. Questi aumenti sarebbero stati gli stessi se l'acqua fosse stato un bene comune privo di rilevanza economica (e quindi la sua gestione una gestione senza scopo di lucro)? Noi crediamo di no.
E del resto sarebbe come privatizzare l'istruzione perché costruire nuove scuole comporta oneri che lo stato con difficoltà riesce a permettersi. O privatizzare la sanità perché valo lo stesso per gli ospedali. Il problema è che se un bene è pubblico è un diritto per i cittadini che a preiscindere da reddito o altro ne accedono. Se un bene è privato diventa un bisogno che gli utenti devono soddisfare acquistandolo.
Comunque ti rinnoviamo davvero l'invito per il 18.

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