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lucy
Junior Member

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Inviato il  12/11/2009 alle ore 11:29:29
Il fatto che tutto ciò che è gestito dal pubblico deve risultare in perdita non è nella mia mentalità. E' proprio per questo che abbiamo questo altissimo deficit nazionale: sprechi di denaro a go go da oltre quarant'anni.
Chi ripaga poi tutte le perdite sono i contribuenti vessati dalle tasse e dalle cartelle esattoriali..
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AttacPomezia
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Inviato il  12/11/2009 alle ore 12:05:42
Il problema vero sono gli sprechi non il welfare. Te prendi la Germania o i paesi scandinavi, hanno bene o male il nostro stesso sistema di welfare: pensioni, sanità, istruzione, acqua tutto pubblico. In realtà offrono anche più di noi. Eppure il loro debito pubblico non è così alto, anzi.
Quindi siamo d'accordo sul fatto che il pubblico va rifondato. Per quello ad esempio nella proposta di iniziativa popolare acqua pubblica (quella che raccolse le 400mila firme) si parlava di consorzi di gestione pubblici cui dovevano partecipare anche rappresentanti dei cittadini, dei lavoratori e degli utenti. In modo tale che le decisioni siano il più partecipate e larghe possibili. E anche il controllo sul pubblico sia ampio.
Il pubblico dovrebbe essere questo è ovviamente l'obiettivo dello stato non deve essere la perdita, ma neanche il guadagno. Nel bilancio, tra entrate e uscite, stato ed enti locali dovrebbero avere un fantastico 0 (zero). Pareggio di bilancio. Ma per fare ciò non si devono dismettere i settori che comportano le spese (mantenendo per altro inalterate le entrate, le tasse). Si devono ridurre i troppi sprechi che ci sono.
Anche perché quello che è successo da molte parti dove acqua o altri beni sono finiti in mano ai privati (tipo aprilia) è stato che i servizi sono peggiorati, le bollette sono aumentate e le tasse (sia quelle imposte dall'ente locale che quelle dovute allo stato) sono rimaste inalterate o in alcuni casi aumentate. Se all'incontro abbiamo invitato una persona di aprilia è proprio per raccontare la loro esperienza con acqualatina.
Quindi d'accordissimo che lo stato non può fare sempre deficit, ma non per questo si devono tagliare o privatizzare i servizi primari ai cittadini. Anche perché, io personalmente sono un universitario, e nel sistema americano dove invece tutto è privato, non mi sarei di certo potuto permettere di studiare (non me lo sarei potuto permettere neanche alla Luiss a dir la verità).
Se questa cosa vale per lo studio che è si un bene vitale (anche se non per l'organismo) figuriamoci per l'acqua che è invece un bene vitale nel senso pieno della parola.
Ti ripeto, l'acqua è anche un argomento nuovo, ma pensa per esempio alla privatizzazione delle ferrovie. In questi 15 anni il servizio è migliorato? Se non sei una pendolare prova a chiedere a chi tutti i giorni prende il treno. E, a seguito di questa privatizzazione, che ha tolto di sicuro una voce di spesa al bilancio dello stato, le tasse sono calate?
La risposta è ovviamente no.
Insomma, rifondare il pubblico è necessario, ridurre gli sprechi altrettanto, ma colpire i servizi primari è una follia, anche perché questi hanno a che faro con lo status stesso delle persone che si possono dire cittadini solo perché hanno dei diritti, altrimenti diventano clienti o utenti, che sembra solo una differenza lessicale ma che nasconde invece un senso profondo. Lo stesso che passa tra recarsi ad un ufficio pubblico e poter anche insultare un dipendente o chiamare un numero verde.

Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro.
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lucy
Junior Member

374 Posts

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Inviato il  12/11/2009 alle ore 12:28:03
Si si ma rimane il fatto che se non si cambia la mente di chi amministra purtroppo rimane tutto molto bello a parole ma nei fatti..
Non credo alle favole ormai da tanto tempo. Prima di avanzare certe richieste bisognerebbe andare a risolvere i grandi problemi che presentano le nostre amministrazioni a tutti i livelli sempre e comunque in deficit.
Grazie comunque delle tue delucidazioni.
.
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AttacPomezia
New Member

79 Posts

Inviato il  12/11/2009 alle ore 12:43:57
Figurati.
E capisco bene anche le tue riserve verso la classe politica. Però anche su questo la domanda che ci siamo sempre posti noi è: siamo sicuri che chi sta nel privato è più onesto e capace di quelli che invece vanno a ricoprire incarichi pubblici.
Perché anche su questo noi diamo preferenza al pubblico. Nel senso che - fermo restando che va cambiato il sistema e quindi la partecipazione deve diventare una pratica fondamentale (la partecipazione quella vera), fermo restando che gli sprechi vanno ridotti e la politica dovrebbe essere in grado di farlo - per come siamo messi oggi, se un politico o un partito amministra male posso sempre non votarlo. Ma se affido un servizio ad un privato (e per l'acqua si parla di affidamenti 30ennali almeno) e quello gestisce male quel tipo di servizio, che faccio?
Anche perché considera che spesso il pubblico esternalizzando dimentica anche quei servizi. A noi piacerebbe andare da tutti i sindaci dell'ato e chiedergli cosa sta facendo acea ato2. Sono sicuro che anche il più illuminato (e ce ne sarà almeno 1 su 102 comuni dell'ato) non sa neanche di cosa stiamo parlando.
E la stessa cosa per i cittadini. Ora con Edison già tanto tanto uno sportello dove rivolgersi c'è. Ma prova a contattare acea ato2.
Insomma, anche qui, meglio il pubblico su cui quanto meno ho il potere che il voto mi conferisce che il privato inarrivabile.
In più, col pubblico posso sempre accedere agli atti e capire quindi anche dove sono gli sprechi. Te volendo da cittadina puoi chiedere tutte le delibere di giunta e di consiglio in modo tale da capire come sono stati impegnati e spesi i soldi e capire quindi anche dove ci sono stati sprechi. Con una società per azioni non puoi fare altrettanto. Come non puoi far nulla per sostituire un consigliere d'amministrazione che magari si viene a scoprire essere un criminale. La società per azioni si autodetermina e a nulla servirebbero le campagne come quelle di grillo per esempio sul parlamento pulito. Insomma, sul pubblico hai comunque un potere di interdizione, sul privato nulla.
E poi è questo il motivo che ci ha spinto alla petizione. Far capire che ci sono centinaia di cittadini a Pomezia che la pensano in un modo. E centinaia di cittadini equivalgono a centinaia di voti che messi tutti insieme fanno un bel potere di lobby.
Ultima cosa, purtroppo sono convinto che la comunità politica sia uno specchio fedele della società civile. Perché te ad esempio sei qui a discutere, ma quanti non sanno o non gli interessa neanche sapere che c'è il problema dell'acqua, o che c'è il debito pubblico che è un cappio al collo delle future generazioni. Che poi non è che vogliamo generalizzare. Molte volte - e soprattutto in quset'epoca - parecchi cittadini non hanno neanche il tempo materiale di occuparsi di queste cose. Conosciamo persone che escono di casa alle 6.30 di mattina per andare a lavorare a Roma e tornano alle 8 di sera a casa. Chiedergli di mettersi anche a fare attività di qualche tipo è davvero troppo.
Però, anche informarsi ogni tanto (ed è quello che cerchiamo di fare noi con questi incontri pubblici) può servire quanto meno a conoscere l'argomento e ad approfondirlo, magari avendo a disposizione un punto di vista, come è il nostro, altro rispetto a molte delle logiche oggi - purtroppo - dominanti.
A presto.

Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro.
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ek098
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Inviato il  12/11/2009 alle ore 13:56:56
Concordo. L'acquadeve rimanere un bene pubblico.

Non capisco la tua frase; "Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro."

Che vuoi dire?.
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lucy
Junior Member

374 Posts

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Inviato il  12/11/2009 alle ore 14:14:20
E' l'ultimo ti giuro....

quote -per come siamo messi oggi, se un politico o un partito amministra male posso sempre non votarlo.- quote

si ma ormai ci ha messo in mezzo ad un mare di guai per tanto tempo, magari con mutui trentennali di milioni e milioni di euro. Ci sono comuni attualmente che per scelte politiche sbagliate stanno per andare in dissesto finanziario su argomenti diversi dalla gestione del servizio idrico. Pensa se ci fosse anche quest'altra incombenza.


-quote- Ma se affido un servizio ad un privato (e per l'acqua si parla di affidamenti 30ennali almeno) e quello gestisce male quel tipo di servizio, che faccio?

semplice rescindi il contratto. Inoltre ci sono le polizze garanzia sugli appalti. La durata la stabilisce l'amministrazione, potrebbe anche tutelarsi concedendo un termine inferiore.

I consorzi che tu citi sono sempre un gruppo di persone legate alla politica e quindi clientelismo.
Non è il privato il problema, ma è tutelare e controllare che le cose vengano fatte nei termini stabiliti. Se in tutte le cose pubbliche ci fosse il controllo come avviene nel privato tutto filerebbe liscio. Ci vuole gente competente all'interno dei comuni che siano formate per seguire determinati settori specifici. Se si iniziasse da questo sarebbe un ottimo risultato. Inoltre bisogna lottare come sta facendo il ministro Brunetta che sta dando filo da torcere ai fannulloni che si beccano lo stipendio anche quando non lavorano perchè sanno di avere il c..o parato (nessuno li controllava). Io se non produco e non lavoro con responsabilità il mio posto di lavoro me lo gioco subito. Se sbaglio a fare una pratica sono danni. (I dirigenti per esempio ad oggi non li controlla nessuno).
Che cavolo rischia chi lavora nel pubblico sbagliando? Niente. A quanto pare non sono licenziabili, che dico sono intoccabili.

Scusami se sono insistente ma sono anche sincera: Nobile la vs. causa ma credo si dovrebbe lavorare molto prima su altri fronti.

Grazie..
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AttacPomezia
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Inviato il  12/11/2009 alle ore 16:27:31
Ek098, la frase è riferita all'argomento beni comuni. Nel senso che quello che diciamo come attac è che, visto che molti hanno capito che i mercati occidentali sono saturi di beni di consumo (e questo a preiscindere dalla crisi attuale), si stanno buttando sulla gestione dei beni comuni. Te prendi Acea. Uno dei privati con maggior peso è Caltagirone, il costruttore. Te quanto pensi si potrà costruire ancora? Prima o poi qualcuno dirà basta si spera. Prima o poi si renderanno conto che le case non servono. Prima o poi finirà lo spazio disponibile per costruire. Puntando invece sull'acqua, quando ci sarà qualcuno che dirà basta? Soprattutto puntando sull'acqua potabile che è un bene naturale. Il business del futuro sono i beni comuni, la loro privatizzazione e il loro controllo assoluto e, per forza di cose, monopolistico.
Per questo noi diciamo contro la crisi riprendiamoci ciò che è nostro. La crisi è la loro perché l'hanno creato con le loro avventure finanziarie e le loro speculazioni, di cui quella immobiliare una delle maggiori, e i beni comuni invece e roba nostra, cioè di tutti i cittadini e vogliamo riprenderceli. Se vogliono fare profitti li facciano con le loro capacità imprenditoriali e non privatizzando i diritti dei cittadini.
In poche parole è questo.

Lucy, in realtà dovremmo smettere di risponderci per essere l'ultimo. Però proverò anch'io a chiudere qui. Sulla prima cosa, è vero. Però per esempio molti dei problemi economici del comune di pomezia derivano da una privatizzazione, quella della riscossione delle tasse (leggi Aser). Se il Comune avesse tenuto al suo interno la gestione di questo settore oggi ci sarebbero questi problemi di bilancio? Il solo agio che veniva conferito da contratto all'Aser, il 30% sul riscosso, avrebbe garantito maggiore prosperità. Questo dimostra che le privatizzazioni/esternalizzazioni spesso non fanno affatto bene agli enti locali. Anche perché, di fronte ad inadempienze contrattuali, non è poi così facile né automatico rescindere i contratti. Purtroppo. Questo dovuto dal fatto che i privati non sono dei polli, ma spesso hanno tra i migliori avvocati e commercialisti sulla piazza e quindi cercano di inserire postille o cavilli che li tutelino anche in caso di inadempienze. E se l'amministrazione non glieli concede, come dicevo in un altro commento, evidentemente non firmano. Per quanto riguarda la durata poi in alcuni casi sei obbligata a farla lunga, perché i guadagni si fanno sul medio e lungo termine e quindi chi accetterebbe di gestire un servizio per 5 anni.
Certo che i consorzi sono persone legate agli enti locali. Però è anche vero che, per esempio anche in Acea, società mista pubblico/privata, i consiglieri di amministrazione li nomina anch'essi il pubblico (il sindaco di roma). La differenza è che in Acea non puoi accedere agli atti e quindi non puoi controllare cosa combiano (ad esempio come funzionano gli appalti di fornitura), mentre in un consorzio a questi tipi di atti puoi accedere. E non è poco. E poi, comunque il pubblico ha sempre un potere enorme. Perché se te non ti fidi della classe politica, perché ti dovresti fidare del suo ruolo di aggiudicatore di gare di appalto o di controllore?
Qui si ritorna su quello che dicevamo, non vanno privatizzati i servizi, va riformato il pubblico e i beni comuni aperti ad una gestione partecipata, dove cittadini/utenti/lavoratori non siano semplici controllori, attraverso l'accesso agli atti, ma veri e propri decisori.
Ultima cosa, in alcuni casi le privatizzazioni/esternalizzazioni sono delle bufole che non alleggeriscono comunque le spese dei comuni. Prendi la nettezza urbana. A Pomezia è gestita da una società privata. Ma chi è che la paga? Il Comune. Però se non ti ritirano la spazzatura da sotto casa e vai a protestare che ti dicono? Non dipende da noi, richiameremo la società. Quello che diciamo noi è, perché non fare questa cosa con mezzi del comune e dipendenti del comune? Io non so quanti anni hai te, ma posto che te ne abbia abbastanza per ricordare gli anni '80 ti chiedo, come funzionavano le cose a quei tempi in cui le privatizzazioni in Italia non si sapeva neanche cosa fossero? Acqua, telefono, treni, energia, rifiuti, ecc., erano gestiti così male o la situazione era la stessa di oggi, tranne per il fatto che i servizi erano garantiti a tutti a preiscindere dal reddito e invece oggi si riesca a concederli a quasi tutti solo grazie agli enti locali che puntualmente forniscono contributi e sussidi? Il loro costo era lo stesso o era maggiore di quello di oggi in riferimento al costo della vita? Io direi che era se possibile inferiore. Se non altro per il fatto che, essendo votati al massimo profitto i privati che gestiscono i servizi pubblici oggi assumono con contratti precari di tutti i tipi, con stipendi irrisori, dando una grossa mano a creare questa situazione difficile in cui oggi ci troviamo. Oltre al fatto che, contratti precari per alcuni servizi ex pubblici oggi privatizzati significa anche problemi dal punto di vista umano oltre che per i lavoratori anche per i cittadini. Prendi ad esempio l'assistenza domiciliare. E' chiaro che comporta un grado di confidenza tra assistente e assistito non indifferente. Oggi molto spesso accade che l'assistente, di fronte ad un posto di lavoro migliore e tempo indeterminato abbandoni questo servizio pubblico privatizzato, con il trauma che ti posso lasciare immaginare per la persona che veniva assistita e che dovrà ricominciare da zero a costruire un nuovo rapporto con il nuovo assistente. E poi, senza bandi pubblici, quali sono le capacità di queste persone (posto che quasi tutte le spa che gestiscono servizi pubblici sono miste pubblico/privato e quindi il politico che vuole può svolgere al meglio il suo ruolo di raccomandatore)? E agganciandoci a questo, dopo le privatizzazioni la corruzione e il clientelismo nelle pubbliche amministrazioni è diminuito o è sempre lo stesso o magari di più solo che meno visibile visto che i cittadini non possono sapere nulla di cosa accade dentro questa società? Ci sono ricerche che dimostrano molto bene come queste privatizzazioni non hanno prodotto esiti positivi, anzi, i vantaggi per i consumatori sono stati assai esigui mentre ha favorito un processo regressivo nella distribuzione del reddito e nella crescita della disuguaglianza.
E ti ripeto che per esempio sull'acqua ad aprilia e nella provincia di latina ce ne sarebbe molto da dire.
Insomma, il problema qui non è pubblico/privato. Il privato può fare quello che vuole. Ma la gestione dei servizi pubblici, che cioè riguardano tutti i cittadini, quelli devono avvenire con criteri orientati alla fornitura universale del servizio e non del profitto e in totale trasparenza. Cosa che il privato o meglio dire il misto pubblico/privato, per sua natura giuridica, non fa. E, visto che sono beni e servizi cui io devo accedere per vivere, io vorrei sapere, capire, controllare e decidere come devono essere gestiti.

Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro.
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torvaianica.tk
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Torvaianica Alta
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Inviato il  12/11/2009 alle ore 22:42:08
Acqualatina e Aser sono due esempi lampanti proposti da attacpomezia, così come il collegamento ad esse del precariato e tutte quelle belle cosette (danni a non finire...) hanno creato. Un altro es. è quello della privatizzazione delle pulizie negli ospedali, report ha messo ben in evidenza i costi effettivi ed eccessivi dei lavoratori precari ed in nero con conseguente aumento delle spese del servizio pubblico gia al collasso dalla malagestione di manager (con contratto privato) stra-pagati ed incapaci ma ben capaci nello sfaldare e svendere un bene pubblico, guarda i casi telecom, fs, alitalia, centrale del latte di roma, atac ecc. ecc. addirittura si sta svendendo la sicurezza pubblica alla vigilanza privata. tutte queste dismissioni non sono state e non lo saranno mai di grande utilità in quanto i beni sono stati spesso “svenduti” e si continua a svendere senza alcun vantaggio per la comunità. Sarà... ma io vedo una marea di teste matte in politica e che aspirano solo al proprio potere ed interesse. Sottoscrivo attacpomezia: Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro!!

Un saluto da
torvaianica.tk - torvaianicalta.tk.
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AttacPomezia
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Inviato il  04/12/2009 alle ore 10:37:02
Quanto previsto sta purtroppo accadendo. Con la privatizzazione è iniziata anche la guerra dell'acqua.

Vi invitiamo a leggere quanto abbiamo riportato sul nostro sito. Qui un breve abstract:

Cosa succede quando si privatizza l’acqua? Quando questo bene diventa una merce che non tutti possono permettersi? Quello che sta succedendo a Zingonia, provincia di Bergamo. Lì è iniziata in questi giorni la guerra dell’acqua.
———-
Tutti i cambiamenti iniziano dagli ultimi. Se poi si tratta della privatizzazione dell´acqua, le nuove regole del governo riguardano gli ultimi tra gli ultimi. Questa mattina a Zingonia – in provincia di Bergamo – è partita la battaglia più turpe di questo governo, con il taglio della fornitura idrica per 150 famiglie.
continua... http://attacpomezia.wordpress.com


http://www.firmiamo.it/pomeziaacquapubblica
http://www.firmiamo.it/pomeziaservizispa



Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro.
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Gianni S.
Administrator

Pomezia Centro
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Inviato il  04/12/2009 alle ore 19:13:19
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Zingonia è una piccola località della provincia di Bergamo, frazione dei comuni di Verdellino, Verdello, Ciserano, Boltiere e Osio Sotto.

L'abitato di Zingonia è frutto di un progetto urbano parzialmente realizzato degli anni '60 di città per i lavoratori, voluto dall'imprenditore Renzo Zingone.

La popolazione totale dell'area di Zingonia è circa 1778, di cui 1328 (il 74,7%) extracomunitaria[1].

quote:
in questa località più di 150 famiglie hanno questa mattina subito l’interruzione totale dell’erogazione di acqua potabile, beffardamente rimpiazzata da due fontanelle in esterno, con il freddo ormai arrivato e decine di bambini che dovrebbero lavarsi all’aperto.

Esprimo la mia profonda indignazione, come cittadino e prima ancora come persona, per questa scandalosa negazione di un diritto umano universale quale l’accesso all’acqua potabile, negato in nome di mere motivazioni economiche (morosità).

Questo caso vergognoso mette davanti ai nostri occhi le ineluttabili conseguenze della mercificazione e riduzione a “bene economico” di ciò che spetta di diritto a qualsiasi abitante della Terra, del diritto stesso alla vita, perchè l’acqua è vita, e nessuno di noi può sopravvivere senz’acqua.

Noi chiediamo piuttosto la riaffermazione dell’acqua come bene collettivo assoggettato a totale controllo pubblico, e il riconoscimento del diritto minimo civile a 50 litri di acqua potabile al giorno per TUTTI, indipendentemente dal censo e dalla possibilità di pagare tale erogazione.


Mi permetto di riportare in sintesi quanto richiamato dall'amico del sito attac, che ringrazio per le informazioni che ci permette di condividere, perchè ritengo utile far comprendere i rischi concreti che la privatizzazione comporta.

Curiosa e inquietante la nota descrittiva riportata sul sito di wikipedia.

Certo è che oggi tocca ad una popolazione di circa 1778, di cui 1328 (il 74,7%) extracomunitari e domani a noi.

Invito a divulgare la notizia con la funzione condivi su facebook o semplicemente con il solo passaparola.

Ovviamente ricordo che è possibile firmare la petizione popolare on-line

Quanto sopra per chiedere al consiglio comunale di Pomezia venga inserito nello statuto del comune il diritto all'acqua come bene comune e diritto universale dell'umanità e di affermare che il servizio idrico integrato è un servizio privo di rilevanza economica e quindi da gestirsi attraverso un Ente di diritto pubblico.

__________________________________
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lucy
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374 Posts

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Inviato il  23/02/2010 alle ore 17:31:55
Per la cronaca il sindaco di Pomezia vuole aderire

http://www.dagolab.eu/public/LatinaOggi/Archivio/23_02_2010/pag16pomezia.pdf

.
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AttacPomezia
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Inviato il  24/02/2010 alle ore 09:51:28
Abbiamo letto, e questa è stata la nostra risposta. Alle parole devono seguire i fatti. Noi ne abbiamo indicati alcuni di vitale importanza.
Ora la palla è di nuovo al Sindaco. Sapendo che dopo questo impegno pubblico, nulla sarà come prima.

– COMUNICATO STAMPA –

BENE LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DE FUSCO.
ORA PERO' SEGUANO I FATTI

Accogliamo con ovvia soddisfazione la presa di posizione del Sindaco Enrico De Fusco rispetto alla deliberazione del Consiglio Comunale di Roma, con la quale si dava il via libera ad un'ulteriore privatizzazione della già multinazionale pubblico-privata Acea Spa.
Tale intervento era stato richiesto, nei giorni scorsi, proprio dal nostro Comitato Locale di Attac, subito dopo la decisione del Comune di Roma.
Apprezziamo anche che il Sindaco De Fusco abbia segnalato la volontà Sua e dell'Amministrazione Comunale di portare una variazione allo Statuto del Comune prevedendo l'acqua come diritto umano inalienabile e il Servizio Idrico Integrato come servizio privo di rilevanza economica (questa è l'unica dicitura che di fronte alla legge rende impossibile la privatizzazione).
Visto quanto detto chiediamo al Sindaco di far seguire i fatti a quanto dichiarato, attraverso alcuni semplici atti.
Primo fra tutti quello di far aderire il Comune di Pomezia al “Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per l'Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico” e, conseguentemente, di partecipare all'assemblea nazionale che si terrà a Roma il 6 marzo 2010 presso la Sala Di Liegro - Palazzo della Provincia di Roma (Palazzo Valentini, Via IV Novembre, 119/a).
Poi di prevedere, anche attraverso apposita deliberazione, di partecipare in rappresentanza del Comune di Pomezia, con fascia tricolore e gonfalone comunale, alla manifestazione nazionale per l'acqua pubblica del prossimo 20 marzo a Roma.
Infine, di sostenere attivamente, in collaborazione con le realtà territoriali – attraverso i mezzi propri del Comune –, i tre referendum promossi dal Forum Italiano Movimenti per l'Acqua – di cui Attac Pomezia fa attivamente parte e per cui si sta già organizzando sul territorio – che andranno ad abrogare le norme che hanno privatizzato l'acqua per rendere possibili qui ed ora la gestione pubblica di questo bene comune.

Attac Italia – Comitato Locale di Pomezia

http://attacpomezia.wordpress.com

Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro.

Edited by - AttacPomezia on 24/02/2010 09:52:32
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